L’importanza della biodegradabilità

Il concetto di biodegradazione, negli ultimi anni, si sta facendo molto forte di fronte alla scoperta che materiali, che ad inizio secolo pensavamo non fossero dannosi, risultino essere invece compromettenti per la salute dell’uomo e dell’ambiente. In chimica ambientale la biodegradazione corrisponde alla degradazione di un materiale attraverso processi svolti dagli enzimi. Quando viene svolta in maniera ecosostenibile, la biodegradazione riveste un ruolo essenziale nel mantenere l’equilibrio ecologico del pianeta e dei suoi singoli ecosistemi. Come avviene però la biodegradazione? In base al caso specifico, essa può avvenire o per via aerobica o anaerobica. La prima vede come protagonista la presenza di ossigeno, la seconda la sua assenza. Nella maggior parte dei casi, un materiale biodegradabile è fatto con sostanze organiche, le quali fungono da nutriente per i microorganismi esistenti. Il tutti risulta molto affascinante perché, oltre ad essere un esempio di risparmio, la biodegradazione è anche l’alimento del nostro pianeta.

Materiali biodegradabili

Dato che la biodegradabilità è molto importante per il nostro pianeta, perché non parlare di materiali biodegradabili nel nostro tempo? Possiamo definire un materiale biodegradabile, se si decompone grazie all’intervento di funghi ed altri microrganismi presenti in natura. Un materiale non decomponibile, invece, rimane semplicemente a terra, danneggiando l’ecosistema circostante. La maggior parte dei prodotti sintetici, che sono ancora in circolazione, non hanno batteri che riescano a semplificare molecole complesse, quindi i materiali rimangono intatti nel tempo, inquinando l’ambiente. Per nostra fortuna, il progresso della scienza ci è in aiuto e, creando materiali ecosostenibili in grado di sostituire quelli ormai obsoleti e dannosi, negli ultimi tempi si sono ottenuti dei risultati straordinari. Questi nuovi composti sono realizzati per lo più in amido di mais o frumento e sono attualmente utilizzati su scala industriale per realizzare i sacchetti della spesa o imballaggi alternativi.

La bioedilizia

Pensare di costruire il tetto di un’abitazione, oggi, interamente in Eternit, sarebbe una vera follia, eppure, all’inizio del 1900 l’eternit, le cui polveri si sono rivelate dannose per l’ambiente e per l’essere umano solo alla fine del secolo passato, è stato abbondantemente usato e, ancora oggi ne paghiamo il prezzo. Fortunatamente esistono delle agenzie che si occupano proprio dello smaltimento di materiali non amici del nostro pianeta: visita il sito www.novaecologica.it, dove troverai personale esperto capace di smaltire bene un materiale che si contrappone totalmente a quelli moderni, il cui impatto ambientale è zero. L’ultima frontiera della bioediliza è l’uso di Micelio dei funghi, lana di pecora, pietra riciclata, biomattoni, pannelli in paglia e tanto altro, tutto all’insegna di un mondo migliore e più buono da respirare.

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